Gli investimenti sono possibili in altri modelli?

Il Capitalismo

Oggi viviamo una fase che a chi ha qualche anno in più sulle spalle sembra incredibile: decenni fa i giovani si dividevano su diverse ideologie che erano in realtà modelli politici e sociali sostenuti o avversati ma comunque costituivano interesse rispetto alle forme di società possibili e per le quali si parteggiava con convinzione e passione, convinzione delle proprie idee, sostenute con forza ma comunque con un certo rispetto anche per le idee opposte, per quanto combattute.

In quel clima il sempre compianto Presidente della Repubblica Sandro Pertini, parlando ai giovani diceva: Non importa quale idea abbiate, purché ne abbiate una per cui combattere e non sia un’idea di violenza. Oggi, purtroppo se si chiede ad un giovane qual è l’idea per cui combatte, non si sa quale opinione esprimerà ma c’è da scommettere che non esprimerà nulla di reale in questo senso, l’importante è Facebook, una canna o chissà che altro.

Il Capitalismo è il modello sociale ed economico in cui viviamo, spesso avversato in passato ma in realtà perché? Al di la dell’avversione ideologica, in contrapposizione al comunismo che ormai è caduto, affossato, non più riconosciuto nemmeno da coloro che per buona parte della loro vita l’anno sostenuto e propugnato, il capitalismo ha fatto molti errori, primo tra tutti l’eccesso di interesse personale, l’opportunismo calpestando i diritti dei meno forti.

Purtroppo, questo insano principi sono stati anche alla base di comportamenti di Banche ed istituti di Credito in generale in cui gli interessi personali hanno portato a consigliare investimenti e sottoscrizione di prodotti consapevolmente spazzatura facendoli passare per grandi affari, portando alla rovina molte persone. Il Capitalismo è anche questo, l’indifferenza per gli altri mettendo sopra a qualsiasi altra cosa l’interesse personale, l’esatto contrario del modello teorico comunista. Ecco perché il mondo comunista e quello capitalista sono sempre stati antitetici, incompatibili.

Investire in sistemi non capitalisti?

Investire significa impegnare un capitale cercando un rendimento derivante dal rischio che si corre nell’investimento stesso. Questo presuppone l’esistenza di un mercato su cui investire, dei titoli o comunque degli obiettivi finanziari su cui puntare. In un sistema puramente comunista, ad esempio, i mercati liberi non esistono, come sono negati dall’ideologia comunista le proprietà private, quindi come può realizzarsi un investimento in un tale sistema? Oggi si trovano applicazioni del Comunismo ammorbidite, poiché anche in tali società si è compreso che solo un’esistenza di un mercato, di proprietà e di concorrenza può consentire un benessere nella popolazione.

Su questa strada si sono mosse, ad esempio la Cina che sta vedendo uno sviluppo notevole, tra i più significativi a livello mondiale, pur essendo un Paese di carattere Comunista oppure la Russia che dopo la caduta del Regime Comunista non è più tale a livello nominale ma continua ad applicare diversi principi comunisti ma anche in questo caso con apertura alla proprietà privata e la creazione di un significativo mercato. On questi Paesi sono molte le possibilità di investimento con ottime prospettive di un potenziale guadagno, anche se ancora con parecchi vincoli che determinano difficoltà di inserimento come investitore straniero in diversi comparti.

Nei sistemi capitalistici l’investimento è il principe del sistema, tutto si basa, in fondo, sullo sviluppo del Business e alla base di tale sviluppo c’è l’investimento che può essere personale dell’imprenditore che mette in piedi un’attività e/o di terze persone che decidono di sostenere l’iniziativa degli imprenditori scommettendo nello sviluppo del Business, nell’incremento di valore che porta ad un guadagno speculativo sull’impresa. Investire in sistemi diversi da quelli capitalistici, quindi è certamente possibile, purché in qualche modo modernizzati ed orientati verso l’apertura a i mercati a all’idea capitalistica sebbene non totalmente applicata.

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