Intossicazioni e rischio di cancro per i tatuaggi

I tatuaggi sono di gran moda oggi, soprattutto tra i giovani ma non solo. Difficile vedere un giovane senza nemmeno un tatuaggio ma esistono davvero dei rischi per la salute? E’ un campo ancora tutto da esplorare ma qualcosa già si sta evidenziando.

Cosa è un tatuaggio

Il tatuaggio consiste nel depositare sottopelle dei pigmenti, sostanzialmente delle particelle di inchiostri di vari colori fino a realizzare un disegno, una scritta, ciò che si preferisce.

Questo si realizza tramite una speciale macchina dotata di un ago che introduce l’inchiostro sotto pelle. La velocità di penetrazione dell’ago nella pelle consente di realizzare disegni e scritte in breve tempo mentre disegni più estesi e complessi richiedono più sedute.

Perché fare un tatuaggio?

L’uso di fare dei tatuaggi sul proprio corpo si perde nei tempi remoti. Gli uomini usavano pigmenti tratti da vari vegetali e minerali che inoculavano, un tempo, sottopelle con sistemi rudimentali ma tutto sommato non tanto diversi da quelli usati attualmente, almeno a livello di concetto.

Fare un tatuaggio dovrebbe avere il significato di imprimere a permanenza sul corpo un nome, un simbolo, un disegno che assume un particolare significato importante per la persona.

Questa la motivazione che dovrebbe sempre essere alla base del tatuaggio ma in verità molte persone oggi fanno un tatuaggio semplicemente perché piace un determinato disegno e poi perché l’hanno tutti: l’effetto gregge influisce anche nei tatuaggi

I danni da tatuaggio

Qualsiasi sostanza che venga a contatto con il corpo, soprattutto al di sotto della pelle che rappresenta un’efficace barriera, può provocare una reazione allergica. Molte persone hanno allergie di carattere insospettabile, chi è allergico alla mela, chi alla banana e così via.

Non può stupire, quindi, se si dovesse sviluppare un’allergia agli inchiostri che si usano per i tatuaggi, infatti questo avviene con più frequenza di quanto si possa pensare.

La reazione allergica dell’organismo può essere di tale intensità da costringere il chirurgo alla rimozione immediata del tatuaggio.

Oltre all’allergia il tatuaggio può essere la via di ingresso di microbi che dalla pelle vengono portati sotto cute e quindi, da qui, si diffondono nell’organismo con la circolazione sanguigna.

Sono eventi non molto frequenti, ad onor del vero, ma alcune infezioni sistemiche originano proprio in questo modo.

Non vogliamo nemmeno considerare l’uso di materiali infetti, non rigorosamente sterili e monouso da parte di alcuni tatuatori poco professionali e alla ricerca del massimo guadagno minimizzando le spese ma questo accade, purtroppo.

I Linfonodi

Le particelle di inchiostri poste sottocute con il tatuaggio non restano tutte sul posto, sottocute scorre il sangue e micro particelle di pigmento possono entrare in circolo e quasi sempre vanno a fissarsi nei linfonodi.

Qui esplicano la loro tossicità, infiammando i linfonodi e provocandone l’ingrossamento. La tossicità può arrivare anche a provocare il cancro, tanto che per questo motivo recentemente è stato ritirato dal mercato il pigmento per tatuaggi chiamato Vegas Green, accertata la sua pericolosità come cancerogeno.

Uno studio franco-tedesco

Scienziati tedeschi e francesi in uno studio congiunto, hanno seguito il percorso delle microparticelle di pigmento in soggetti tatuati, evidenziando come queste migrino dal sotto cute per entrare in circolo sanguigno fino ad arrivare ai linfonodi.

Qui si fermano ed esplicano la loro tossicità e la reazione del sistema immunitario che con questa reazione può anche arrivare a distruggere il linfonodo stesso.

Sulla reale nocività, comunque, si deve ancora indagare ma pare che la porta che è stata aperta sia sufficiente per ché chi decide di farsi un tatuaggio riconsideri più volte l’opportunità prima di procedere, se proprio vuole.

Sarebbe, inoltre, opportuno che le persone che desiderano fare un tatuaggio fossero edotte dei possibili rischi per la propria salute mentre oggi non esiste affatto informazione al riguardo.

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